Trama

Concorso: “Fashion HUB” – Young Architecture Competition
Esito: PROGETTO FINALISTA
Anno: 2017
Luogo: Bologna
Design: Dualstudio
Visualizzazione: Antonio Minieri
Superficie: 50.000 mq
 
Se il progetto originario è ancora straordinariamente funzionale, il rilievo e centralità assunti dal Centergross quale cittadella della moda non sono più in linea con una struttura che inizia a mostrare i segni del tempo. Per tali ragioni, a 40 anni dalla sua fondazione, il Centergross ha deciso di aprirsi ai progettisti per il rifacimento della propria architettura più rappresentativa, l’asta servizi: un mastodonte di 1km con ristoranti, centri benessere, uffici e centinaia di attività commerciali che come un colossale sistema linfatico irrorano di servizi l’intero distretto della moda.
Quale identità offrire -attraverso l’architettura- alla più grande cittadella della moda dello scenario internazionale? Come sfruttare una scala di intervento così ampia per dare origine ad un monumento alla moda italiana?
Tali le questioni alla base di Italian Fashion Hub, il concorso di YAC e Centergross orientato a dare un nuovo volto alla capitale del Fast Fashion Europeo.
SITO DI PROGETTO

TRAMA dal latino trama – Nell’industria tessile il filo (filo di trama) che costituisce la parte trasversale del tessuto: viene introdotto per mezzo della navetta tra i fili dell’ordito. Struttura di un tessuto. Il progetto è un “abito nuovo”, che si manifesta seguendo le trasformazioni che caratterizzano la società contemporanea.

La trama come intreccio, come linea essenziale dello svolgimento dei fatti più importanti che costituiscono l’argomento di un’opera narrativa, è un’altra interpretazione figurativa del termine e del concetto, che insiste ancora sulla trasversalità del filo che tiene insieme le parti. Trama come immagine evocativa delle relazioni; trama come reticolo Ippodameo.

Attualmente gli edifici presenti nell’area sono stati disposti e realizzati in una logica di massima funzionalità; i percorsi, sia interni che esterni, hanno come unico obiettivo la connessione di un punto A ad un punto B. La separazione tra ambienti interni ed esterni è più che netta.

Tutto mira all’assolvimento dell’unica attività: il commercio. Volumi prefabbricati in cemento sono la città esistente, una struttura rigida, che non tiene più insieme le modalità con cui viene messa in opera, oggi, l’attività lavorativa.

L’architettura si inserisce nell’esistente secondo tre modalità diverse, la sopraelevazione, addizione di funzioni in parte già presenti, con l’inserimento di nuovi dispositivi in grado di rispondere a necessità dettate dalla temporaneità e dall’istantaneità; la costruzione di un nuovo blocco, che sarà un luogo cruciale nello svolgimento delle attività, elemento che contribuirà a conferire immagine urbana al luogo, che attualmente viene definito città grazie ai numeri.

Nel blocco A la disposizione dei volumi reinterpreta la pianificazione originaria dell’area, un insieme di parallelepipedi disposti su una maglia regolare, che si protrae all’esterno divenendo segno che caratterizza anche la piazza; lo slittamento di uno dei blocchi rompe la serialità, introducendo l’anomalia che consente di percepire ciò che c’era in modo nuovo ed inedito, dando vita al luogo che accoglierà sfilate, esposizioni, conferenze ed eventi; questa disposizione, oltre che offrire la possibilità di fruire in maniera autonoma le singole funzioni presenti, consente di realizzare un cityscape interno. Lo spazio interstiziale tra i nuovi blocchi diventa lo spazio dell’interazione, lo sguardo riesce a traguardare lunghe distanze anche su livelli diversi, la luce naturale arriva fino al piano terra, scandendo il passare del tempo con il movimento delle ombre.
La sopraelevazione del blocco B è strettamente legata all’inserimento delle serre nel prospetto sud, infatti è proprio in corrispondenza di esse che sono presenti i nuovi spazi commerciali al terzo piano. Le serre oltre ad essere spazio della condivisione, accolgono una nuova distribuzione, offrendo la possibilità di fruire gli spazi del nuovo terzo piano, al di fuori dell’orario di ufficio; connettono la sopraelevazione al piano stradale con un ambiente a metà tra l’esterno e l’interno, un buffer-space che contribuisce anche al fabbisogno energetico dell’edificio. 
I giardini pensili delle terrazze a nord offrono la possibilità di rilassarsi o di svolgere attività fisica, godendo dell’ombreggiamento durante il periodo estivo. La pelle metallica che avvolge per intero l’edificio con una trama di intensità diversa svela un gioco di ombre e riflessi, sia all’esterno che all’interno, diventando fondale sia della vecchia distribuzione, caratterizzata da profonde fughe prospettiche, sia della nuova, che si contrappone alla precedente inserendo lo scorcio, la scoperta, la trasversalità, diversi gradi di profondità e permeabilità, offrendo un’esperienza totalmente nuova a chi vivrà il Centergross.